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giovedì 9 luglio 2009

IL CASTELLO

Si ha notizia della presenza di una fortificazione nel borgo di Nibbiola già nel 1198. Situato nel centro del paese, in posizione leggermente sopraelevata, l'attuale castello risale al XV secolo e presenta tracce di parziali rifacimenti effettuati nel XVIII secolo. é interamente costruito in mattoni e dopo la radicale ristrutturazione settecentesca è stato trasformato in residenza privata. Sul lato meridionale è situata la fortezza, costituita da quattro torri angolari e da un torrione sovrastante il ponte levatoio.


La parte ancora meglio conservata è rivolta a ponente: qui, infatti, sono ancora visibili il fossato, i merli, le caditoie, il ponte levatoio corredato da balconi in legno, le catene e i cardini di ferro. Alcuni saloni interni sono decorati con affreschi risalenti al XVIII secolo.


La parte che ha conservato meglio le sue antiche caratteristiche è la parte posta a ponente, che mostra ancora oggi le sue torri d’angolo, modificate però nella merlatura, e quella centrale, posta a difesa dell’ingresso.
Le due torri poste a levante, più slanciate ed esili, hanno conservato la struttura originaria, in particolar modo quella posta a sud-est, che conserva parte di decorazione a denti di sega. Delle originali aperture delle torri e delle mura rimane oggi ben poco, essendo per lo più sostituite da finestre risalenti al XVIII secolo. Ancora oggi è visibile, sul fronte posto a ponente, il fossato con l’originale battiponte.
La costruzione ha subito una radicale trasformazione durante il Settecento e da quel momento è stata trasformata in residenza privata.

Di particolare pregio è il ponte levatoio, con i suoi bolzoni di legno, le catene, i cardini di ferro e le mensole di pietra su cui trovava appoggio.


Un elegante balconcino in ferro battuto trova la sua sede proprio sopra il ponte levatoio.
Dentro al castello è situato un oratorio devozionale privato, dedicato a San Francesco da Paola (non visitabile).
All'interno, prospiciente al vasto cortile, si affaccia un porticato formato da cinque colonne in granito; le finestre del piano nobile sono elegantemente decorate da stucchi e graziosi sono i balconcini settecenteschi in ferro battuto.
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FOTO DAL SATELLITE

Quella sotto riportata è una foto scattata dal satellite ad una di stanza di 200mt dal paese di Nibbiola.

CLICCA sulla foto per ingrandirla

VIE DI COMUNICAZIONE

Nibbiola si trova a pochi chilometri di strada dalle autostrade A4 e A26; è velocemnte raggiungibile tramite le principali strade di collegamento Mortaro-Novara e Vigevano-Vercelli. Inoltre un servizio di autolinee (vedi Orari autolinea) collega giornalmente Nibbiola ai principali comuni limitrofi.

LA PARROCCHIA

La parrocchiale dedicata a Santa Caterina è situata nella piazza principale del paese, accanto all'ottocentesco Palazzo Municipale. La costruzione dell'edificio religioso risale al 1580, sui ruderi di una vecchia cappella devozionale dedicata a Santa Caterina d'Alessandria di proprietà dei marchesi Tornielli.

L'edificio si presenta con caratteristiche tardorinascimentali: è a navata unica suddivisa in campate poggianti su pilastri adiacenti le pareti. L'altare maggiore, settecentesco, è in marmi policromi: su di esso poggia un tempietto ottocentesco di gusto antonelliano. La facciata è preceduta da un pronao elegantemente decorato da manufatti in terracotta progettati da Ercole Marietti.


GIUSEPPE RAVIZZA

È stato sindaco di Nibbiola Giuseppe Ravizza, inventore, nel 1846, della macchina da scrivere. Nel 1837 il Ravizza incominciò a costruire il Cembalo. Il 14 settembre 1855, con l'Attestato di privativa industriale dell'Ufficio Centrale di Torino (vol. n. 103), ottenne il brevetto per la sua macchina a "scrittura invisibile".


Nel brevetto veniva indicata come "cembalo scrivano, ossia macchina da scrivere a tasti" e veniva descritta la "tastiera a 32 tasti quadrati, in due linee sovrapposte, lettere in mezzo e interpunzioni ai lati".

Nel 1856 il modello n. 9 del Cembalo scrivano venne presentato dal Ravizza alla Commissione per l'Esposizione Industriale di Novara, accompagnato da una Memoria del Cembalo scrivano e della scrittura meccanica scritta dallo stesso. Non suscitò alcun interesse nei visitatori, anzi passò piuttosto inosservata. In premio il Ravizza ottenne solo una medaglia.


Ravizza costruì ben 16 modelli, finché nel 1881 riuscì a realizzare il Cembalo a scrittura visibile. Finalmente ora si poteva leggere lo scritto man mano che lo si scriveva. Per quest'ultimo modello ottenne una menzione onorevole all'Esposizione di Milano dello stesso anno. Nessuno dei modelli realizzati dal Ravizza venne però prodotto industrialmente, perché a quel tempo nessuno riuscì a capire l'importanza dell'invenzione e, tantomeno, prevederne il futuro sviluppo.

mercoledì 8 luglio 2009

VIVI NIBBIOLA
Nibbiola apparve per la prima volta in una carta del 902. Nel documento si parlava di una donazione eseguita da Berengario alla cattedrale di Novara. Il paese riuscì a mantenere una discreta autonomia grazie anche al castello. Nel 1464 Francesco Sforza diede il borgo ai Della Porta e tre anni più tardi il vescovo di Novara lo passò ai Tornielli. Attualmente appartiene alla provincia di Novara e dista 10 chilometri da Novara, capoluogo della omonima provincia. Conta circa 720 abitanti (Nibbiolesi) e ha una superficie di 11,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 63,72 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 133 metri sopra il livello del mare. 



Il municipio: è sito in Piazza Giovanni Genestrone 1, tel. 0321 84854, fax. 0321 84854.
Le casciene: da segnalare la presenza di alcune grandi cascine nella campagna circostante il piccolo borgo. La cascina Montarsello, la Gamberara e la Santa Maria sono per lo più costruzioni che risalgono all'Ottocento, periodo al quale sono riconducibili almeno parte degli impianti rurali identificabili nelle stalle e nei grandi casseri adibiti a ricoveri per animali e attrezzi agricoli.
L'oratorio di Sant'Antonio: è situato all'interno della cascina Schiovenza, che sorge nei pressi del paese. L'antica cappella fu eretta nel 1674 come devozione e ringraziamento a Sant'Antonio da parte del conte Carlo Cariano, antico proprietario della cascina. L'ingresso dell'edificio è preceduto da un portico in cotto; l'interno è composto da due aule con copertura a volte e sacrestia. é decorato da affreschi probabilmente coevi alla struttura, raffiguranti il Presepe e la Crocefissione sulle pareti adiacenti il presbiterio e Dio benedicente con Angeli.


Cenni anagrafici: Il comune di Nibbiola ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 641 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 720 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 12,32%.
Gli abitanti sono distribuiti in 305 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,36 componenti. 

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 123 e i 138 metri sul livello del mare.
L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 15 metri.


Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 8 attività industriali con 38 addetti pari al 31,67% della forza lavoro occupata, 17 attività di servizio con 33 addetti pari al 27,50% della forza lavoro occupata, altre 14 attività di servizio con 41 addetti pari al 34,17% della forza lavoro occupata e 3 attività amministrative con 8 addetti pari al 6,67% della forza lavoro occupata.
Risultano occupati complessivamente 120 individui, pari al 16,67% del numero complessivo di abitanti del comune.
Regione Piemonte
Provincia Novara (NO)
Comune Nibbiola
Zona Italia Nord Occidentale
Altitudine 133 metri
CAP 28070
Prefisso 0321
Località e Frazioni Cascina Castellana, Cascina Caldare, Cascina Gambarera, Cascina Montarsello, Cascina La Valle, Cascina Romagnolo, Cascina Dossi, Cascina Pascoli, Cascina Vicaria
Comuni Confinanti Garbagna Novarese, Granozzo con Monticello, Novara, Terdobbiate, Vespolate
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LA BATTAGLIA DI NOVARA

23 marzo 1849

La mattina di venerdì 23 marzo, il sole si levò alle ore 6,15; era una mattina nuvolosa, fredda e piovosa. Alle ore 8 Radetzky, che nel frattempo aveva posto il suo Quartier generale a Borgolavezzaro, decise di tenere in considerazione le nuove informazioni e i pareri dei suoi sottoposti, emetteva un contrordine rispetto alle direttive precedenti: solo il II Corpo d’Armata avrebbe marciato su Novara per impossessarsene al più presto, il III avrebbe seguito il IV verso Vercelli e anche gli ultimi due Corpi, V e VI si sarebbero accodati ad essi. La battaglia di Novara del 23 marzo del 1849..

RISOTTO AL BAROLO

Panissa

Ingredienti: 400 gr di riso, una cipolla, 50 gr di burro, una foglia di alloro, formaggio parmigiano grattugiato, due bicchieri di barolo, sale

Preparazione: tritare finemente la cipolla, in una terrina imbiondirla con il burro insieme alla foglia di alloro, quindi versare il riso. unire il barolo precedentemente intiepidito e farlo evaporare, cuocere poi il risotto allungando con brodo di carne. a cottura ultimata, al dente, aggiungere una giusta quantità di burro e condire con il formaggio grattugiato. servire caldo.

RISOTTO AL BARBERA

Panissa

Ingredienti: 400 gr di riso (roma - baldo), brodo di carne, due cipolle, 50 gr di midollo di bue, tre bicchieri di barbera, tre cucchiai di salsa di pomodoro, 80 gr di burro, 80 gr di formaggio parmigiano grattugiato, qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva, due foglie di alloro, un mazzetto di salvia, pepe nero macinato fresco, noce moscata

Preparazione: affettare sottili le cipolle e metterle a imbiondire in una casseruola con l'olio, il burro, il midollo di bue tritato e le foglie di alloro. quando le cipolle saranno appassite, unire metà del vino insieme a un pizzico di fecola di patate e restringere il tutto. versare allora il riso, alzare la fiamma, girando col cucchiaio di legno, facendo assorbire il condimento. quando sarà tostato, versare l'altra metà del vino diluita in un mestolino di brodo, i due cucchiai di salsa di pomodoro e il mazzetto di salvia che alla fine verrà tolto. asciugato che sia anche questo secondo vino, portare il risotto a cottura allungandolo col brodo di carne. mantecare con il burro rimasto e il formaggio, torchiando generosamente pepe nero e rifinendo con una grattugiata di noce moscata, più 3-4 cucchiai di barbera caldo. un tempo questo risotto lo si mangiava col cucchiaio, mai con la forchetta.

PANISCIA NOVARESE


Ingredienti: 200 gr di verza, due pomodori maturi, formaggio grana grattugiato, 300 gr di riso, 150 gr di fagioli freschi, una costa di sedano, una carota, cotenne tagliate, un litro e mezzo di acqua, burro, lardo, una cipolla, un salame d'la duja, un bicchiere di vino rosso

Preparazione: mettere in una casseruola il sedano, la carota, la verza, due pomodori da sugo, tagliando il tutto grossolanamente, e i fagioli freschi. aggiungere le cotenne tagliate a listerelle, versarvi l'acqua e salare e pepare a piacere. cuocere coperto per circa due ore. in un capace tegame mettere burro, lardo, cipolla tritata, un salame d'la duja spellato e tagliato a dadini e soffriggere il tutto. versare 300 grammi di riso e rosolare, quindi bagnare con un poco di vino rosso poi aggiungere poco alla volta il brodo con le verdure cotte a parte. cuocere per circa venti minuti, far riposare per cinque minuti, quindi servire caldo, informaggiando in tavola